I SOGNI DI HYPNOS – PARTE II: FERMARE IL TEMPO

Dietro le luci sfavillanti e le feste infinite, Parigi cela i suoi segreti più oscuri. Vene di follia serpeggiano tra i vicoli, ingrandendo le fila di ospedali e manicomi, laddove persone scompaiono senza lasciare traccia. Mentre gli scandali vengono taciuti, lì ha luogo il vero spettacolo.

I Sogni di Hypnos è la campagna actual play de Il Re in Giallo – Il Gioco di Ruolo con La Madre dei Draghi, 20 Facce, Cristiano Di Trocchio e Matteo Pedroni, condotta da Laura Cardinale.

Tornati all’Hôtel de Guénégaud, mentre Richard Strike e John Lachaise sono ancora scossi da quanto successo dal Vecchio Henry, i quattro Artisti si mettono a discutere delle informazioni in loro possesso. Proprio mentre un trafelato Chambers corre nelle sue stanze, il misterioso e inquietante Monsieur Colbier si siede accanto a loro, intento a leggere il giornale. Nonostante il numero de Le Petit Parisien sia vecchio di qualche settimana, sembra destare l’attenzione di Grace Sheldon che nota una strana immagine: una donna riversa, come se stesse svenendo, circondata da uomini in quella che sembra essere… un’aula?

Grace ricorda di aver già visto altrove quell’immagine… Uno dei quadri della Galleria di Thiroux, in effetti, è pressoché identico. Reca la firma “I. Irving”, nonostante il ritrattista non abbia alcuna memoria del dipinto. Con un brivido alla base del collo, avvertendo una forte sensazione di inquietudine, il gruppo decide di proseguire le indagini il giorno seguente.

La mattina seguente il gruppo si reca all’École nationale supérieure des beaux-arts alla ricerca di Françoise, conoscente di Grace e allieva di Richer. Grazie alle sue informazioni si recano a parlare direttamente con il professore, da cui ottengono un lasciapassare per Salpêtrière. L’uomo, infatti, collabora attivamente con Albert Londe, fotografo dell’istituto ed esperto di anatomia umana.

Salpêtrière, ammantato da un lugubre e inquietante grigiore, accoglie i nostri quattro Artisti tra stravaganze e misteri: internati che li fissano insistentemente, foto di pazienti e inservienti a cui è stato cancellato il volto ma, soprattutto, qualcuno che sembra conoscerli.

Qualcuno che li ha disegnati.

Affrontiamo questo secondo viaggio tra Storia e finzione, scoprendo la realtà storica che si cela dietro le disavventure parigine dei nostri quattro artisti.

Salpêtrière

Situato nel XIII arrondissement, il centro ospedaliero fu edificato nel 1656 su incarico di re Luigi XIV e, da allora, è stato manicomio, prigione per prostitute e centro psichiatrico. Il famoso ciclo pittorico degli Alienati di Géricault raffigura proprio dei pazienti della Salpêtrière. Protagonista di diversi romanzi, sotto la guida di Jean Marie Charcot si sperimentarono nuove metodologie per la cura dell’isteria, facendo frequente uso di ipnosi e magneti. Ma questo avremo modo di vederlo più avanti!

Vi è anche una cappella riservata ai ricoverati, la stessa in cui opera il Padre Céleste della nostra storia. La sua architettura può essere un ottimo spunto di trama, considerando che si tratta di quattro navate a croce greca, sormontate da una cupola ottagonale da cui svetta un campanile con tetti in vetro e un oculo sommitale. Chissà che al tramonto, tra le ombre proiettate, non si celi qualche segreto carcosiano…

Albert Londe: pioniere della fotografia

Fotografo, esperto di anatomia medica e di cronofotografia (tecnica vittoriana che cattura movimenti in sequenza), ha diretto per oltre vent’anni il laboratorio di fotografia medica di Salpêtrière. Nel 1882 progetta una camera in grado di fissare i movimenti muscolari dei pazienti, permettendone lo studio. Il suo primo libro di fotografia medica è del 1893, La photographie médicale: Application aux sciences médicales et physiologiques. Le sue foto sono state usate come illustrazioni in diversi volumi, alcuni dei più importanti a firma dello stesso Paul Richer.

E questo è solo l’inizio. Dove ci porteranno le prossime sessioni? Lo scopriremo Martedì 22 giugno alle 21.00 sul canale Twitch di NEED GAMES!

Laura Cardinale

Il Salotto di Giano

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