I sogni di Hypnos – Parte III: Affrontare il Sogno

Dietro le luci sfavillanti e le feste infinite, Parigi cela i suoi segreti più oscuri. Vene di follia serpeggiano tra i vicoli, ingrandendo le fila di ospedali e manicomi, laddove persone scompaiono senza lasciare traccia. Mentre gli scandali vengono taciuti, lì ha luogo il vero spettacolo.

Rifugiatisi al sicuro alla Brasserie Mollard, dove sono ormai clienti affezionati, i nostri quattro Artisti hanno tutto il tempo per riprendersi dopo l’incontro inquietante con l’ipotetico Alfred Binet al Salpêtrière. Mentre osservano le foto dei pazienti senza volto, Grace ricorda improvvisamente che il nome Wittman fosse anche sulla copertina del Petit Parisien: deve trattarsi di una delle pazienti di Charcot, che partecipa agli spettacoli di ipnosi menzionati da Londe.

Durante la notte i sogni si fanno inquieti e confusi, tra statue di creta, palcoscenici e marionette. Sembra che ci sia un disegno, un piano, un copione di cui loro non sono a conoscenza. Al mattino Grace si reca quindi a discutere con il sig. Chambers, l’inquilino dell’ultimo piano dedito allo spiritismo, con la speranza che possa fornire informazioni su quanto sta accadendo. L’uomo, particolarmente affascinato dalla giovane giornalista, le regala un suo libro, il primo pubblicato e la invita allo spettacolo di ipnosi cui è stato invitato dal sempre più inquietante Colbier. Nel mentre Richard scopre che dietro all’etichetta del laudano trovato a casa di Pierre vi è scritta la sigla JMC.

Quando finalmente il cielo imbrunisce, il gruppo si presenta allo spettacolo: Janet è agitato, Londe assente, il pubblico fin troppo in estasi. Blanche Wittman è la vera star dello spettacolo e mentre tutti applaudono entusiasti, gli Artisti assistono alla descrizione di uno strano luogo con guglie dorate, cieli neri e stelle bianche. Tra ipnosi ed esperimenti di sonnambulismo, la sera finisce fin troppo rapidamente.

La breve conversazione che segue con la Wittman lascia più dubbi che risposte e, senza neanche rendersene conto, vengono invitati a quello che sarà il primo grande spettacolo che vedrà coinvolti i pazienti. Un’opera originale, con un forte richiamo alla classicità: il Sogno di Hypnos.

E quando la notte, ancora scossi, tornano a casa, una lunga ombra li attende.

Jean Martin Charcot

Neurologo francese, fondatore della cosiddetta Scuola di Salpêtrière, ebbe tra gli allievi lo stesso Sigmund Freud. Entrò al Salpêtrière da giovanissimo e continuò a lavorarvi e a studiarvi fino alla sua morte, nel 1893. Il suo studio sull’isteria e le nevrosi lo portò, dopo aver assistito ad alcuni spettacoli del celebre ipnotista Donato, ad avvicinarsi al mondo dell’ipnosi con fini di studio e terapia. Il suo approccio carismatico e istrionico, unito alle competenze mediche, fecero sì che le sue lezioni aperte diventassero un appuntamento imperdibile per artisti (pare vi andasse anche Sarah Bernardt), studiosi, medici e ricercatori che vi assistevano per l’unicità dell’esperienza e la possibilità di ricevere ispirazione per le loro opere. Le stesse pazienti speravano di potervi prendere parte, con la speranza di raggiungere la guarigione e, in caso, la fama.

Jules Janet

Fratello di Pierre Janet, il direttore del Laboratorio di Psicologia Patologica del Salpêtrière, studiarono assieme traumi psicologici e isteria. Di Jules emerse, da uno studio degli anni ’70, che probabilmente ebbe in cura “Blanche” Wittman. Dagli incontri, tenuti presso l’Hotel Dieu, scaturì l’idea della presenza di una seconda personalità. Sarebbe quindi stata questa seconda personalità a “prendere il controllo” durante i momenti di crisi.

Robert Chambers

Appassionato di arte fin da giovane e spronato dalla famiglia (il fratello studiò architettura), studiò a Parigi all’École des Beaux-Arts e all’Académie Julian dal 1886 al 1893, e le sue prime opere furono esposte al Salon del 1889. Al suo ritorno a New York, divenne illustratore per le riviste Life, Truth e Vogue. All’improvviso, per motivi sconosciuti, si dedicò alla scrittura e nel 1887 scrisse “In The Quarter”. La raccolta antologica da cui prende ispirazione il gioco, Il Re in Giallo, è del 1895. Avendo deciso la community, durante la sessione 0, di far apparire Chambers a Parigi (giustificandolo magari come una rimpatriata, avendovi studiato fino a pochi anni prima) si è aperta quindi la questione: e se fossero gli avvenimenti dei nostri quattro Artisti ad aver ispirato la scrittura dei racconti?

Siamo giunti al gran finale, quando l’orrendo piano verrà rivelato. Siete pronti a vedere ciò che si cela dietro il sipario? Prendete il biglietto, indossate il vostro cappello migliore, vi aspettiamo martedì 13 luglio alle 21.00 per assistere insieme allo spettacolo sul canale Twitch di NEED GAMES!

Laura Cardinale

Il Salotto di Giano

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