Goblinesque! Scopriamo con l’autore questa goblinosa avventura originale per OSE

In vista delle festività – perché sì, anche i goblin hanno un’anima natalizia (un po’ marcia, ma pur sempre natalizia) – abbiamo chiacchierato con Giovanni Nava, autore e art director di Goblinesque, avventura originale per Old-School Essentials in cui i personaggi interpretano… goblin.
Ne è venuta fuori un’intervista che parla di design old school, cattivi come protagonisti, dungeon caotici e pixel art come linguaggio dell’immaginazione.

Chi è Giovanni Nava?

Giovanni Nava è un autore di giochi di ruolo, illustratore e art director. Prima di dedicarsi al mondo del game design lavorava nella pubblicità, occupandosi di direzione artistica. Il passaggio ai giochi non è stato un cambio improvviso, ma una naturale convergenza: “Il gioco di ruolo mette a frutto molte delle competenze che avevo già, ed è un ambiente che mi appassiona infinitamente di più”.

Il suo percorso ludico inizia con un One Page DungeonCronache del Divanoverso – che ha vinto un contest a Play: Festival del Gioco e che è possibile scaricare da qui. Un dungeon surreale ambientato… tra i cuscini del divano, alla ricerca di un telecomando perduto. Un’idea bizzarra che diventa il vero innesco: “Mi ha fatto dire: forse vale la pena portare avanti questa cosa”.

Oggi Giovanni collabora con NEED GAMES! su più fronti: dalla direzione artistica (come in Piaga 1348) a progetti ancora in lavorazione, fino al suo primo titolo pubblicato come autore completo: Goblinesque.

Old school, OSR e design prima della lore

Giovanni si definisce apertamente un appassionato di old-school e OSR. Non solo per nostalgia, ma per un motivo molto preciso:
“È un approccio al gioco che trovo profondamente legato al design. Mi interessa creare contenitori solidi, spazi di gioco che permettano al tavolo di sviluppare dinamiche imprevedibili”.

In altre parole, meno lore scritta “sul marmo”, più situazioni vive. Prima viene la struttura che permette ai giocatori di muoversi liberamente; la storia, poi, nasce quasi da sola. Un’idea molto classica, ma ancora potentissima.

Cos’è Goblinesque?

Goblinesque è un’avventura per personaggi di 1°–2° livello, pensata per 2–3 sessioni. Non una campagna lunga, ma un’esperienza intensa, autoconclusiva… ma possiamo anche dire Goblinesque will return.

La grande inversione di prospettiva è questa: i protagonisti sono goblin.
Non eroi. Non avventurieri in ascesa. Ma “scappati di casa” verdi, meschini e imprevedibili.

La premessa è semplice e micidiale: un gruppo di goblin custodiva un potente artefatto magico. Degli “eroi” lo rubano, scatenando una maledizione devastante. I goblin vengono catturati, si risvegliano nudi e disarmati in una gabbia, nel maniero degli eroi. Da lì inizia il gioco: fuggire, recuperare l’artefatto e tornare a casa prima che la maledizione faccia a pezzi tutto (loro compresi).

Il maniero è un enorme dungeon multilivello, ricco di tropi old school presi e gentilmente maltrattati, con un’idea centrale molto forte:
ogni stanza, creatura e situazione ha due versioni, prima e dopo che la maledizione entra nel vivo. Il dungeon cambia, i nemici mutano, il caos aumenta.

È allo stesso tempo:

  • un heist per recuperare un MacGuffin
  • una fuga disperata
  • un esercizio costante di decisioni tattiche: combattere, aggirare, improvvisare

E soprattutto, un modo per empatizzare con i “cattivi”.

Goblin, classi e stranezze

Il motore è Old-School Essentials, rispettato nella sua grammatica, ma arricchito con classi goblin personalizzate. Alcune derivano da archetipi classici (come lo Spaccateste, parente goblin del guerriero), altre sono completamente inedite.

Tra queste:

  • Alchimista, con una meccanica di creazione caotica di pozioni
  • Idolatra, che costruisce e piazza idoli con effetti sul gioco

La creazione del personaggio è rapida, imprevedibile e… ridicola al punto giusto. Tabelle su tabelle permettono di generare:

  • stranezze fisiche
  • meschinità
  • tratti goblineschi
  • piccoli vantaggi e svantaggi concreti

Ogni goblin è diverso, e ogni dettaglio ha un peso al tavolo. Non solo colore narrativo, ma spunti di gioco reali.

Perché la pixel art?

Goblinesque è interamente illustrato in pixel art: mappe, personaggi, mostri, tutto.
Una scelta estetica e di design profondamente consapevole.

“La pixel art è un amore d’infanzia. È il vocabolario visivo con cui ho imparato a giocare”.
Ma non è solo nostalgia: è semplicità, leggibilità, ironia. Goblin fatti di pochi pixel, con due puntini gialli per occhi, lasciano spazio all’immaginazione del tavolo. Non impongono un’estetica definitiva, la suggeriscono.

È lo stesso principio che guida il design old school: il manuale fornisce il flavor, la magia accade quando si gioca.

Dall’autoproduzione alla pubblicazione con NEED GAMES!

Goblinesque nasce come autoproduzione digitale, volutamente “agnostica” dal punto di vista del sistema. Con l’arrivo di NEED GAMES!, il progetto cambia pelle.

“Entrare in un contesto editoriale significa rifinire, confrontarsi, scegliere con precisione”.
L’adattamento completo a Old-School Essentials, il lavoro di sviluppo, il confronto sul design e l’enorme arricchimento visivo hanno trasformato Goblinesque in qualcosa di più grande e più solido.

Più classi, più illustrazioni, meccaniche ripulite, struttura editoriale chiara. Un vero upgrade, senza perdere lo spirito punk delle origini.

Ultime parole (da goblin)

Giovanni un saluto ai tuoi piccoli Goblin:

“Mi raccomando: morite nella maniera più incredibile possibile.”

Goblinesque è disponibile su Need Games e in tutti i negozi serviti da Asmodee Italia.
Se avete sempre voluto giocare i cattivi, ridere del dungeon crawling e affidarvi al caos… questo è il vostro momento.

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