Logo Need Games

La Storia del Drago

La Leggenda dei Cinque Anelli è un gioco complesso (scopri qui la nostra guida per iniziare!). Ha una grande profondità meccanica e una ricchissima ambientazione da scoprire, piena di regole, dettami, pratiche, tradizioni. Tutte da capire e comprendere per poter essere giocate al meglio.

Per mille anni il Clan del Drago ha vegliato su tutti gli altri, trascrivendo la storia del Rokugan.
Gli eserciti del drago, scostanti e misteriosi, si mettono in marcia solo in rare occasioni e intervengono negli scontri dei Grandi Clan per ragioni apparentemente imperscrutabili.
Dagli strani e potenti Monaci Tatuati di Togashi agli investigatori che sfidano il sistema giuridico dell’Impero, il Drago mira ad assicurarsi che l’Impero non diventi troppo autoindulgente e solipsista.
Spetta ai membri di questo clan assicurarsi che il futuro dell’Impero si concretizzi
in modo ordinato ed elegante.

Nella varietà di Clan e Famiglie che offre L5A, i discendenti di Togashi sono il Clan più peculiare, prima di tutto perché il loro, a differenza di tutti gli altri Clan, è un compito personale, che passa dal miglioramento e dall’esperienza di ogni singolo, spinto a trovare il proprio posto e il proprio scopo nel mondo.

Trova la tua via è proprio il motto del Clan del Drago.

Ma tutto comincia dalla Storia. Hantei lascia infatti a Togashi il compito di registrare la storia del Rokugan. Lascia questo compito al suo fratello più saggio, quello che come prima azione rinuncia a diventare Imperatore. Rifiutare il duello è il primo esempio di come Togashi utilizzi l’intelligenza per cambiare in qualche modo le regole e porsi al di fuori di esse.

“Io non sarò Imperatore, il mio scopo è un altro”

E infatti subito all’arrivo di Fu Leng, precipitato nella Fossa Suppurante, Togashi rivela nella sua saggezza quello che sarebbe dovuto essere il suo compito e si propone come campione e sfidante del Kami caduto, ponendosi a difesa ultima dell’Impero insieme a tutte le anime del Rokugan come “arma”.

Ma perché lasciare proprio la Storia nelle mani di chi si distingue dagli altri per il modo così particolare con cui affronta ogni cosa?

Perché il Drago, provando continuamente diverse prospettive, è quello che più facilmente può incappare nell’errore. E sbagliare è il primo passo per poter riconoscere l’errore stesso per poter poi applicare questa conoscenza come giudizio su tutto quello che accade nell’Impero di Smeraldo, eliminando la cecità selettiva di una prospettiva monodirezionale.

Dispersi nei più remoti picchi dell’Impero, le quattro famiglie del Drago cercano ognuno a modo proprio di affrontare questa ricerca della propria via, e lo fanno tutte in maniera differente ma soprattutto in maniera pragmatica.
Il loro scopo è quello di far evolvere l’Impero, scopo che in realtà in qualche modo è alla base delle azioni della maggior parte del Clan.

Ma nessuno come il Drago.

In una società così chiusa verso l’esterno, solo i movimenti interni di pensiero posso essere motori di progresso e cambiamento, principalmente attraverso il conflitto.

Ecco quindi che il Drago per confrontarsi con la tradizione deve entrare in conflitto con essa al fine di poterne evolvere messaggio e contenuto, semplicemente interrogandosi se ciò che è tramandato sia effettivemente giusto o la miglior versione possibile di sé stesso. Ecco che quindi si crea un equilibrio in cui la tradizione viene sì questionata ma mai rigettata.

E nello stesso modo verso il Bushido, il principio teorico alla base della società del Rokugan che dovrebbe impedire che si passi alla semplice legge del più forte o che i Samurai inizino a farsi fuori a vicenda.
Principio che il Drago cerca di affrontare in maniera pragmatica.

La Testa del Drago

A capo delle quattro famiglie del Drago ci sono i discendenti del Kami fondatore, i Togashi. Che però non sono una famiglia in senso stretto, ma bensì un ordine: una differenza che può sembrare piccola ma che in realtà è gigantesca. 

Un ordine di per sé è un movimento di pensiero. 

Samurai che in contrasto alla tradizione di “coloro che servono” nel Rokugan non portano la wakizashi e che perseguono uno stile di vita monastico. Un ordine è un insieme di persone che seguono gli stessi principi e non sono limitati da vincoli di nascita e sangue. 

Ma allora perchè parliamo di discendenti di Togashi

Si dice che i membri dell’ordine siano tutte effettivamente anime di diretti discendenti del kami che nel ciclo di reincarnazione tornano alla Casa della Somma Luce, il più alto e remoto monastero nei picchi del Nord, sede principale del Clan.
Anime sorelle con vite ed esperienze diverse alla ricerca dell’illuminazione.

Ricerca che passa dall’autoperfezionamento di sé stessi, al punto da rinunciare alle armi che non siano il corpo stesso, non esistendo in realtà arma che non dipenda dal corpo e dal suo movimento, per utilizzare i Kiho, tecniche quasi magiche che partono dall’utilizzo delle energie interne e non dai Kami.

Samurai, monaci, combattenti che non usano le armi, un famiglia di non consanguinei, a capo del Clan ma nemmeno la famiglia più forte o numerosa. Riflettono alla perfezione il conflitto che è alla base del Clan del Drago e rappresentano in tutto la Sincerità, il dettame del bushido più caro al Drago.

La Sincerità è l’unione di intento e di atto, non si tratta di onestà ma di una persona che fa e dice la stessa cosa, coerente a sé stessa, che si scontrerà quindi inevitabilmente con la formalità di una società tanto rigida per esporre il suo libero pensiero. Ecco che questo ruolo misto dei Togashi gli viene incontro, rendendoli anche difficili da gestire per chi sta in alto nei meccanismi formali dell’Impero.

Il Gioco del Drago

Ecco che per un giocatore la sfida è capire come giocare e interpretare il Samurai del Drago, forse il Clan in realtà il più complesso di tutti. Costringe il giocatore a essere originale ma anche essere in comunione con la tradizione. Trovare la stranezza nella normalità senza risultare fuori dalle righe o esterno all’atmosfera del tavolo e del gioco.

Il Drago deve ricordare la Storia, per ricordare serve capire, e per capire serve imparare.

Un ringraziamento a Riccardo “Musta” Caverni e alla sua Izakaya del Piccolo Maestro, guida dietro molto di quello che trovate qui.


Scopri il Clan del Drago, tutte le Famiglie che lo compongono e tanto altro sui misteri del Rokugan nel supplemento dedicato!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Due mail a settimana, niente spam. Il lunedì news, il giovedì articoli interessanti.